Un tipo di vita speciale: un nuovo tipo di vita religiosa

        La vita a Nazareth è fondamentale per Gesù e per il suo messaggio. Nella vita cristiana è ricevuta come un mistero. Esso costituisce l’anima viva della vita religiosa dei Piccoli Fratelli di Gesù.
 > “Nazareth” per noi, significa, al seguito di Gesù, prendere sul serio, con tutto il cuore e lo spirito, il “tutto” dell’uomo;
 > “Nazareth” per noi, significa, al seguito di Gesù, “essere solidali”, cioè condividere la condizione di vita della “povera gente”, cercare con loro le vie della giustizia, valorizzare il tipo di vita di ogni persona;
 > “Nazareth” per noi, significa il germe del Regno di Dio, il granello di senape, il lievito discreto che non si nota… ma che già opera in mezzo a noi e ci fa “credere” che un altro mondo è già presente, perché il Risorto ha vissuto la nostra vita di ogni giorno ed è vivo tra di noi.

          Non scegliere le mura di un convento e assumere la vita quotidiana dei poveri come forma di vita religiosa, vivere i voti di povertà, castità e obbedienza in qualunque contesto è sicuramente una sfida, ma una sfida che non si può eludere.
        Non raccoglierla significherebbe accettare, per lo meno implicitamente, che nel mondo dei poveri e della gente ordinaria, non c’è posto per una vita religiosa.

          Charles de Foucauld e René Voillaume, l’ispiratore e il fondatore dei piccoli fratelli di Gesù, ci hanno aiutati a capire tutto questo e ci hanno aperto la strada.
         Con Gesù, cerchiamo di diventare più umani, noi e coloro che ci sono vicini, con cui ci sentiamo solidali. Questi sono – come i concittadini di Gesù a Nazareth – gente che non conta nella società, da cui non ci si attende alcun parere perché sprovvisto di notorietà, insomma gente che non fa notizia e di cui, di conseguenza, nessuno parla.
          Le nostre “fraternità” si situano in ambienti popolari; sono abitualmente dei gruppi di due/tre fratelli che vivono dal loro lavoro (operaio, contadino, artigianale, di servizio… o pensionati). In ogni fraternità c’è una cappellina, con il Santissimo, dove i fratelli pregano in comune e individualmente.
I fratelli, che siano sacerdoti o no, vivono tutti lo stesso tipo di vita. Il sacerdozio non è ri-chiesto per nessuna responsabilità/servizio nella Fraternità.
         I piccoli fratelli di Gesù, dispersi nei quattro continenti, sono anche in Italia: in Calabria [Palmi], a Roma, e nel Piemonte [Torino e Brossasco (CN)].