CHI SIAMO ?

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( gruppo di fratelli)

Siamo delle piccole comunità chiamate “fraternità”. Viviamo una  vita semplice, di preghiera e di amicizia nella condivisione della situazione di coloro che non contano  nella società, dei quali non si cerca né il parere né l’immagine, insomma di quelli che non fanno notizia e di cui, di conseguenza, nessuno parla. Gesù nei suoi trent’anni di vita a Nazaret è stato  uno di loro.

Non abbiamo altro fine che quello di imitare la vita di Gesù a Nazaret. E’ nostro desiderio vivere una vita contemplativa, non separandoci dal mondo, ma condividendo in tutto  la condizione sociale della  gente semplice.

Si tratta di una vocazione caratterizzata in tutti i suoi elementi dal desiderio di “gridare il Vangelo non con le parole ma con la vita”, come diceva fratel Charles.

Concretamente vogliamo vivere l’amore di Gesú
nelle relazioni umane,
nelle amicizie
e nella solidarietà con i poveri,
sulla base di un profondo desiderio di uguaglianza e di giustizia.

 Il cammino spirituale dei Piccoli Fratelli di Gesù

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Colombia: Jorge e Rodrigo a sinistra

L’evangelista Luca, parlandoci dell’infanzia di Gesù, ci mostra come egli prenda coscienza a Gerusalemme, nel tempio, di quanto fosse importante la sua missione : “…occuparmi delle cose del Padre mio (Lc. 2,49).
Per compiere questa missione, Gesù non resta nel tempio. Per Lui, infatti, allontanarsi dal Tempio non è né allontanarsi dal Padre, né dai suoi fratelli. Torna con Giuseppe e Maria a Nazaret, un piccolo centro del quale Natanaele si domandava se poteva uscirne qualcosa di buono (Gv. 1,46). Ed è proprio lì che cresce “in sapienza, età e grazia” (Lc 2,52); è lì che si forma la sua personalità nel contesto dei legami con la sua famiglia, con la cultura e con la religione ebraica.
L’ascolto della Torà lo forma interiormente quanto i contatti con la gente che lo circonda: una popolazione rurale impoverita sotto il peso del potere del momento.
Una località completamente sconosciuta è il crogiolo nel quale si forgia la sua personalità; gli dà anche il nome che sarà il suo per sempre :Gesù di Nazaret.
La sua missione ne porterà il segno fin sulla Croce e nella Resurrezione.
Questo aspetto della vita di Gesù ha affascinato Charles de Foucauld ed è il punto di riferimento della vita dei Piccoli Fratelli di Gesù.

(Nazaret...)

(strada della fraternità al Cairo: Nazaret…)

“Nazaret” significa per loro “mettere radici” nella condizione di vita della “povera gente”.
“Nazaret” è “essere vicini” alle persone emarginate e rifiutate dalla società; è rinunciare ad esercitare il potere, rinunciare ad essere influenti; è “essere solidali” con coloro che lottano perché vi sia più giustizia.
“Nazaret” è una vita nella quale le persone si sentono responsabili le une delle altre.
“Nazaret” è il germe del Regno di Dio, il granello di senape, il lievito discreto che non si nota,… ma che già opera in mezzo a noi e ci fa “credere” che un altro mondo sia possibile.

 Questo mistero di Nazaret, che è al centro del messaggio evangelico e della vita cristiana, costituisce la struttura portante della vita religiosa dei Piccoli Fratelli di Gesù.

Lasciare le mura di un convento e assumere la vita quotidiana dei poveri come forma di vita religiosa è stato sicuramente rischioso. Vivere i tradizionali voti di povertà, castità e obbedienza in qualsiasi contesto, resta però una sfida che non si può eludere.
Non raccoglierla significherebbe accettare, per lo meno implicitamente, che nel mondo dei poveri non si può vivere una vita religiosa.

I fratelli, consapevoli del valore contemplativo della loro vocazione, si sforzano di vivere senza altro fine che quello di imitare, rendendosi simili ai più poveri, la vita che Gesù ha condotto per trenta anni a Nazaret.

Si tratta di una vocazione caratterizzata in tutti i suoi elementi dal desiderio di vivere concretamente l’amore del Signore attraverso le relazioni umane, le amicizie e la solidarietà con i poveri, sulla base di un profondo desiderio di uguaglianza e di giustizia.

La Chiesa, fin dal principio, ha seguito con attenzione questo nuovo tipo di vita religiosa e ne ha approvato le Costituzioni : quelle dei Piccoli Fratelli di Gesù nel 1968.

1 – Elementi – forza  nella vita dei Piccoli Fratelli di Gesù.

I  –  IL LAVORO
(Argentina...)

(Argentina…)

Per guadagnarsi da vivere
e condividere il lavoro della gente,
i fratelli esercitano abitualmente
un lavoro manuale
o un genere di lavoro
che non li allontani dalla vita
della gente semplice “.
( Cost. n° 83 II)

 

 

Scelgono il lavoro e le condizioni di alloggio della gente comune. Sono a casa loro quindi in ogni sorta di ambiente, anche laddove la Chiesa non è più presente come lo era un tempo e dove è difficile pensare che la fede cristiana determini, abitualmente, i comportamenti della gente.

Coloro che non contano e non hanno alcuna importanza nella società sono i loro compagni di vita. I fratelli abbracciano la loro avventura umana condividendone gioie e sofferenze, partecipando alle loro lotte, non sempre coronate da successo, vivendo, come loro, unicamente del salario.

II  –  VITA  FRATERNA

La vita comunitaria dei fratelli non può prescindere dalla condizione sociale della ‘povera gente’ alla quale cercano di appartenere. Per questo le loro comunità sono piccole: due o tre fratelli in un alloggio modesto di preferenza in affitto.

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(i fratelli di Brossasco…)

L’esempio della vita di Nazaret, motiva fortemente le loro scelte. Il luogo e la casa dove stabilire una fraternità, il tipo di lavoro da cercare, il numero limitato dei fratelli in ogni comunità, sono tutti elementi da tener presenti per facilitare l’amicizia con gli altri sapendo, comunque, che ogni amicizia è un dono di Dio.

La loro reale preoccupazione è di sentirsi responsabili l’uno dell’altro che è la base dell’amicizia che tendono a stabilire tra loro.
La loro vita comunitaria, naturale banco di prova della capacità di amare, tende ad integrare i rispettivi amici personali; essi non sono considerati degli estranei, ma fanno parte integrante del cammino della fraternità.

III – PREGHIERA.

L’amicizia con Dio, così come quella con la gente, ha le sue esigenze. Richiede tempi di incontro e di silenzio, per questo in ogni fraternità c’è una cappella: luogo della presenza sacramentale di Gesù nell’Eucaristia; luogo dell’incontro personale e comunitario con Lui.
La frequenza e le forme della preghiera si adattano ai luoghi dove la fraternità è stabilita e alle persone che la compongono; gli orari di lavoro sono infatti, volte, differenti come anche le esigenze personali dei fratelli.

(cappella fraternità Manila)

(cappella fraternità Manila)

Essi sono solidali con quelli con i quali lavorano anche nel loro modo, a volte inconsapevole, di andare al Signore. I mezzi a loro portata per compiere questo cammino sono gli stessi che i Piccoli Fratelli, necessariamente adottano; sovente la stanchezza fisica e nervosa di una giornata di lavoro manuale si fa sentire e condiziona, sia per il suo contenuto che per le sue modalità, la loro preghiera, semplificandola. Vale la pena ricordare quello che Foucauld diceva della preghiera: ” pensare a Dio amandolo”.

Gli avvenimenti della giornata nutrono la preghiera silenziosa ai piedi della presenza eucaristica di Gesù; e questa rende tutto ciò che avviene durante la giornata come un prolungamento della adorazione.
La celebrazione comunitaria del sacrificio eucaristico è un momento importante della loro vita.

Periodicamente i fratelli si ritirano in un eremo per pregare in solitudine.

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(Assekrem…)