Il Regno di Dio in mezzo a noi
31/10/2026
Bollettini
Che la pace del Signore sia anche con voi, fratelli miei...
Come potrei riassumere in questo breve testo gli innumerevoli cambiamenti ed eventi che si sono verificati di recente, sia a livello nazionale che internazionale? Tutte queste situazioni hanno una profonda influenza sul mio modo di vedere la quotidianità, sui miei rapporti umani e p ersino sul futuro della vita dei miei fratelli.
In mezzo agli sconvolgimenti del mondo, abbiamo naturalmente l’occasione di riflettere profondamente neimomenti di calma, sul fatto che stiamo invecchiando, sulla nostra identità.
Come possiamo cogliere il presente? Per noi che viviamo in Asia, non solo la concezione cristiana del tempo, ma anche i concetti confuciani, buddisti e taoisti del tempo hanno una grande influenza sul nostro modo di percepire il presente. Alcuni considerano il presente,così come si presenta nella natura, come «un istante in cui molteplici coincidenze si sovrappongono» e si fermano", ma se lo si guarda con occhi cristiani, il tempo non è un semplice caso, bensì uno spazio sacro in cui si manifesta la volontà di Dio. Così, ogni istante che si incarna e viene a me è una grazia.
Se invito i miei fratelli a questa riflessione, è perché desidero condividere il modo in cui viviamo il Regno di Dio nella nostra concretezza quotidiana. In altre parole, si tratta dellaseguente domanda: «Come comprendo e percepisco la presenza di Dio qui e
ora, nella mia vita quotidiana?»
Nella mia giovinezza, mentre conducevamo una vita attiva, il Regno di Dio cresceva in
modo invisibile, un po’ lontano dal mio corpo, soprattutto nei miei rapporti con gli altri e nei miei progetti per l’aldilà. Ma oggi, mentre entro nella vecchiaia, l’incarnazione di questo Regno si avvicina poco a poco alla mia quotidianità; si insinua direttamente nel cuore dei miei limiti fisici e della mia povertà. Naturalmente, molti fratelli hanno senza dubbio già raccontato questo percorso a modo loro.
Ultimamente sto sperimentando che il Regno di Dio si rivela in modo più vivonon solo nel “tempo che vivo”, ma anche nello spazio concreto in cui mi trovo attualmente. Questa grazia mi aiuta ad accettare pienamente la mia povertà e mi rende capace di amare volentieri questa realtà che è in ogni istante la croce di Dio, e quindi la mia stessa croce. Queste esperienze si sono radicate più profondamente in me durante il tempo pasquale e mi hanno infuso una nuova
vitalità.
La realtà che vivo ogni giorno nella mia vecchiaia mi offre l’occasione di vivere «qui e ora»
ciò che si realizzerà solo un giorno nel Regno di Dio. Mentre contempliamo con smarrimento le nostre povertà e sofferenze, le nostre rabbie e frustrazioni, le nostre tristezze e gioie, noi
ripetiamo quell’atto di obbedienza che consiste nell’accettarle inevitabilmente. Ecco perché il suo
Regno a volte si impone, indipendentemente dalla mia volontà, con un peso irresistibile, se non addirittura come una «violenza» paradossale. Ma attraverso questo doloroso cammino, la realtà del Vangelo si incarna impercettibilmente nella mia vita.
È così, attraversando ciascuno le proprie sofferenze e la propria povertà, che arriviamo a guardare nella stessa direzione e acquisiamo finalmente un cuore capace di abbracciare profondamente i nostri fratelli e i nostri vicini. Diventando gli uni per gli altri un mondo a sé stante, assomigliamo sempre più a Gesù di Nazaret nel guardare i nostri fratelli e i nostri vicini.
Rendo grazie al Signore risorto che, con la sua pace, ha intessuto questa intima amicizia, e amo
infinitamente la mia quotidianità così fragile! «Il mio Regno di Dio», povero e sereno, si vive nella speranza
di comunicare in ogni istante attraverso la fede. Questo sguardo del cuore mi permette di vivere, al di là del tempo e dello spazio, il Regno di Dio che solo fratelli come Nozomi e Masaru vivono.
Sviluppo foto: Nicola Fino