Una promessa di bene

 22/09/2026
 Bollettini

Resoconto dell’intervento di Luca Margaria alla riunione regionale dei Piccoli fratelli di Gesù del 23 e 24 maggio 2026, sulla rivoluzione digitale: come ci sta trasformando ? Come ci collochiamo in questo mondo che è il nostro ? Don Luca ha voluto farci toccare con mano il mondo attuale in cui viviamo, con le sue crisi, i suoi conflitti e, in particolare, la rivoluzione digitale con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (IA). In che modo tutto ciò ci influenza e può cambiare il nostro modo di vivere e persino di essere... Luca ci ha presentato un film molto interessante, “The Social Dilemma”: si tratta di un documentario di Netflix uscito negli Stati Uniti nel 2020 sui vari social network: come sono strutturati? Quali effetti producono? Quali cambiamenti sociali provocano? E in che modo l’essere umano ne risulta a sua volta trasformato? Esperti, alcuni ex dirigenti dei social network, attivisti e persino ex dipendenti dei giganti tecnologici della Silicon Valley ci aprono gli occhi sulla verità nascosta dietro i nostri schermi. Lanciano l’allarme su alcune delle loro invenzioni, che provocano dipendenze e destabilizzano le democrazie. Il mondo degli affari e la pubblicità giocano un ruolo fondamentale, poiché pagano al posto nostro le informazioni che riceviamo: il loro obiettivo è quindi quello di tenerci incollati il più a lungo possibile ai nostri dispositivi, sommergendole di informazioni che ci radicalizzano e ci presentano la realtà come ci piace vederla. Ognuno riceverà contenuti diversi a seconda delle proprie opinioni, da qui la difficoltà di capire cosa sia vero e di poter dialogare con chi la pensa diversamente da me, convinto che le informazioni che ha ricevuto siano vere!… Abbiamo riflettuto insieme su alcune parole : . La manipolazione: con Internet, la capacità critica si riduce: se si hanno dubbi su qualcosa, si chiede all’IA. È una manipolazione che permettiamo perché è più facile, più comoda. . La memoria: da noi, viene elaborata grazie all’oblio, che ci permette di vivere. Nel mondo digitale, l’oblio non esiste e la memoria viene restituita integralmente; ti fanno vivere lo spazio e il tempo in modo molto diverso. . La realtà: nel mondo digitale, di quale realtà si tratta quando c’è sempre mediazione e trasformazione? Ad esempio, i volti che si possono ritoccare a proprio piacimento secondo i propri desideri... La realtà digitale implica la semplificazione della realtà: è binaria! L’algoritmo vuole il tuo benessere, e quindi non ti contraddirà e non ti dirà mai: «non hai ragione!». Gioca sui nostri bisogni e fa nascere i nostri desideri! Questo ci toccherà nel profondo, fino alle nostre stesse convinzioni: è la rivoluzione digitale!… . Democrazia: sì, si possono fare ricerche, ma il rischio sta nel non volere più alcuna mediazione perché non si ha più fiducia. Eppure la democrazia vive proprio di mediazione e fiducia! In una ricerca, la priorità viene data ai siti che pagano di più: la pubblicità è il motore di queste scelte... Bisogna passare dalle «informazioni» alla «conoscenza»: ciò richiede mediazione, discernimento... È l’essere umano che ha creato tutto questo: possiamo ancora cambiare, ma bisogna volerlo!… Il dibattito è stato alimentato da due domande o sfide: 1- il cambiamento climatico e la questione ecologica. 2- una conflittualità generalizzata. - Lo sfruttamento dia terra non riesce più a rigenerarsi! Il modello economico e politico va rivisto! Papa Francesco, in «Laudato Si’» e «Laudate Deum», ci invita a ripensare il posto dell’uomo nel mondo, collocandoci non più al vertice del creato, ma tra gli altri esseri della Natura! Si tratta di ripensare i rapporti con la terra, i rapporti tra di noi: ripensare la nostra storia, il colonialismo, il posto delle minoranze nei nostri Stati moderni… - Si constata una conflittualità generalizzata: c’è violenza nelle nostre vite, perché la vita è sempre una competizione: i nostri rapporti sono segnati da questa violenza: siamo costantemente impegnati a difenderci. L’altro è sempre qualcuno con cui sono in competizione... Ci dividiamo quindi in piccoli gruppi per condividere tra di noi questa domanda: Cosa significa per noi abitare il mondo di oggi? Abitare in questo contesto, cosa significa per noi cristiani, e come ci collochiamo, poiché non possiamo dire: «Io sono altrove!»?... Dalla condivisione in assemblea generale emergono molti elementi comuni: Ognuno ha il proprio piccolo «lego» da aggiungere alla costruzione del nostro ambiente, anche se è molto discreto, è importante! Impegno al nostro piccolo livello, nel cuore delle nostre situazioni difficili... Dobbiamo essere positivi, essere piccoli segni di speranza là dove ci troviamo. Aiutare le persone che ci circondano a rendersi conto della bellezza che già viviamo... Valorizzare gli altri: le persone intorno a noi sono resilienti, positive e possono essere esse stesse segni di riconciliazione e di amicizia che ci incoraggiano... Accettare la «mancanza di controllo»... Dare peso a certe parole e a certi atteggiamenti, come la pazienza, la misericordia, la benevolenza... Curare la relazione: essere attenti all’altro, in modo gratuito... Essere solidali, stando accanto a coloro che il sistema schiaccia o maltratta... Essere fratelli e sorelle: vivere la fratellanza! Coltivare un atteggiamento non violento, ascoltando, dialogando... L’urgenza di disarmare i nostri cuori: disarmarci! La fragilità dei nostri gruppi diventa un’apertura verso l’altro... Coltivare il gusto per le sfumature, i compromessi, gli umili percorsi di umanità... Partendo da queste riflessioni, Luca offre i suoi commenti: . La violenza: è ovunque: ben presente nella Bibbia, fa parte della vita, Gesù stesso vive questa realtà: ma vive una situazione tragica, che sarà violenta, donando se, capovolgendo la situazione nell’amroe. Nell’Ultima Cena, Gesù prese il pane, lo benedisse, lo distribuì: «Prendete e mangiate!»... Gesù si trova in questa situazione come una promessa: nell’incontro con i discepoli di Emmaus, Gesù viene riconosciuto nel pane preso e condiviso!... Gesù prende come tutti gli altri, poi benedice, rende grazie, spezza il pane e lo condivide! È vissuto in modo diverso, come una promessa che deve cambiarmi. . Terra e Promessa: nella Bibbia, la creazione precede di gran lunga il dono della Legge: Dio vide che tutto ciò era buono! Israele testimonia una Promessa – una Promessa di Bene – che Dio ha fatto a tutti! Dio è il Dio della Promessa, e questa Promessa è soprattutto una relazione!... La terra è innanzitutto un dono! La terra è promessa ad Abramo e alla sua discendenza, e questa promessa va vissuta non come un possesso, ma come un dono, altrimenti è un’usurpazione! Quando Israele possiede la terra come tutti gli altri popoli, senza riconoscere il Dono, Dio gli toglie la terra, ed è l’Esilio!... Il rapporto di possesso è un rapporto che esclude: «Questo è mio!» La terra è il luogo di una promessa e non solo l’oggetto di una promessa: come può questa terra, che è stata donata, diventare luogo di una Promessa? Essa è promessa di un rapporto diverso: si tratta di abitare la terra prestando attenzione allo straniero, alle vedove, agli orfani, poiché Israele stesso è stato straniero in Egitto!… Allora, e solo allora, Israele è il Popolo della Promessa!… L’identità del popolo d’Israele non è legata alla terra, ma alla Legge che riceve nel deserto, al di fuori della terra promessa… L’elezione non è un’esclusione ma una promessa per tutti, e infatti la Legge viene data nel deserto, e non nella terra, perché è per tutti! . Noi e la Promessa: Dio ci promette la vita in pienezza. Ci invita a vivere in modo diverso nel mondo che è il nostro. Questo mondo di violenza e di potere può essere un mondo diverso: è la Promessa data da Dio! Egli ci invita ad essere uomini e donne della Promessa in questo mondo! Questa Promessa continua ad esserci affidata in mezzo a questo mondo, in vista del Bene che è Dio e del suo Progetto di Creazione e di Redenzione: «E Dio vide che ciò era buono!»... Stiamo vivendo una trasformazione antropologica? Il cervello umano è come la plastilina. La questione del senso è cambiata: prima il Cosmo era al centro, poi l’Uomo è diventato il centro dell’Universo, nonostante la rivoluzione copernicana. Ma ora si valorizzano la libertà e la costruzione di sé stessi: si passa da una Comunità che educava a un’individualità che deve costruirsi da sola Si tratta di avere sempre più vita, denaro, salute, felicità... . Prospettive: - Ci troviamo in un periodo di crisi: ci lasciamo alle spalle un passato che non risponde più alla realtà, ma è un dramma perché non sappiamo cosa fare! Non solo è drammatico, ma è anche estenuante! Quale direzione dare alla nostra vita: non abbiamo più una visione, né una direzione, né uno scopo, non sappiamo quale obiettivo raggiungere... Ma forse dovremmo abbandonare l’idea di avere un obiettivo, uno scopo: forse c’è una certa saggezza nel non avere subito uno scopo... Infatti, non avere un obiettivo potrebbe permetterci di vedere meglio la realtà, stupendoci di ciò che c’è, lasciando che sia la realtà a dirci qualcosa: essere attenti ad ascoltare la realtà e lasciare che sia lei a parlare per prima! - Scoprire nuovi modi di concepire le nostre relazioni: siamo plasmati dalle relazioni, fin dall’inizio, fin dal nostro concepimento!… Essere persone orientate alle relazioni, capaci di stupirsi e meravigliarsi… - Scoprire una nuova gerarchia politica, un nuovo modo di vivere l’autorità… Essere attenti alle piccole realtà, ai bisogni delle minoranze, a tutto ciò che germoglia in silenzio... - Scoprire il bisogno – a dire il vero più percepito e sentito che realmente realizzato – di un dialogo e della sua ricerca: è il dialogo che ci farà vedere le cose in modo diverso e ci porterà ad accettare dei compromessi… - Scoprire l’amicizia come categoria politica¹: nell’amicizia, si dona la propria fiducia... E la Chiesa (in Europa) in tutto questo? - Disorientamento di fronte alla realtà: Difficoltà a comprendere, e quindi a orientarsi: . Abbandono delle chiese . Abbandono delle pratiche religiose . Insignificanza della propria presenza, nel contesto sociale e politico, ma anche in quello religioso. Eppure abbiamo un tesoro – la Parola di Dio – che non riusciamo a far apprezzare, - Opposizioni alle possibili risposte: . Ritorno radicale al passato... . Visione negativa del mondo, nostalgia del passato... . Sconforto... . Apertura al nuovo... - Amicizia tra tutti i credenti: condividere un cammino di fede, nella diversità: . Al di là del clericalismo: non ci sono quelli che sanno e quelli che non sanno. Nell’amicizia, nessuno è al di sopra degli altri!... . Nuovi modi di concepire la gerarchia all’interno della Chiesa e di viverla: perché tutto dovrebbe essere «ministeriale»?... - Abbandono dell’eurocentrismo: . Abbandono di una visione «razzista» secondo cui il mio modo di vivere la fede dovrebbe essere l’unico modo di vivere la fede!... . Abbandono di un Centro unico: cercare un modo diverso di vivere la comunione ecclesiale... . Sinodo sulla sinodalità: ripensare i rapporti all’interno della Chiesa: incontrarsi, ascoltarsi, rispettarsi nelle nostre diversità... - Ricerca della verità in una prospettiva del Bene: si può discutere di tutto, ma partendo dal Bene… Hervé, Piccolo fratello di Gesù, con Lara e Agnès, Discepole del Vangelo