Un buon compagno di viaggio
15/05/2026
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Il 15 maggio 2022 Papa Francesco canonizzava Charlers de Foucauld: nel 2020, il pontefice lo cita in modo molto speciale nell'enciclica Fratelli tutti, e ne approva anche la canonizzazione (15 maggio 2022). Questi due gesti rivelano l'armonia che Francesco trova tra il mondo contemporaneo e una figura che, a prima vista, potrebbe sembrare molto lontana da noi sia nel tempo che nella sensibilità. Bisogna andare oltre le impressioni iniziali per rintracciare lo sfondo di questa profonda affinità che fa di Carlo de Foucauld un santo per il nostro tempo.
Fratelli tutti è, infatti, un'enciclica che ci invita con entusiasmo a partecipare ai grandi sogni di Francesco: "Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli" (FT 8). Il Papa non rimane nella piccola cerchia dei cattolici, ma condivide i suoi sogni con tutta la comunità umana, convinto che sia necessario unire gli sforzi di tutte quelle persone che portano nel cuore un "aspirazione mondiale alla fraternità" (Id.).
In un mondo chiuso dalle ombre, dove tanta gente giace ferita sul ciglio della strada, "come credenti ci vediamo provocati a tornare alle nostre fonti per concentrarci sull'essenziale: l’adorazione di Dio e l'amore del prossimo, in nodo tale che alcuni aspetti della nostra dottrina, fuori dal loro contesto, non finiscano per alimentare forme di disprezzo, di odio, di xenofobia, di negazione dell'altro". (FT 282)
Tra le persone che hanno ispirato la sua riflessione, Francesco menziona in primo luogo San Francesco d'Assisi, e poi cita tre non cattolici impegnati nella fratellanza universale: Martin Luther King, Desmond Tutu e Gandhi (FT 286). A titolo di conclusione, aggiunge immediatamente:
"Ma voglio concludere ricordando un'altra persona di profonda fede, la quale, a partire dalla sua intensa esperienza di Dio ha compiuto un cammino di trasformazione fino a sentirsi fratello di tutti. Mi riferisco al beato Charles de Foucauld. Egli andò orientando il suo ideale di una dedizione totale a Dio verso un'identificazione con gli ultimi, abbandonati nel profondo del deserto africano. In quel contesto esprimeva la sua aspirazione a sentire qualunque essere umano come un fratello, e chiedeva a un amico: "Prega Iddio perché io sia veramente il fratello di tutte le anime di questo paese". Voleva essere, in definitiva, “il fratello universale". Ma solo identificandosi con gli ultimi arrivò ad essere fratello di tutti. Che Dio ispiri questo ideale in ognuno di noi. Amen". (FT 286-287)
Questo significativo riferimento a Carlo de Foucauld sottolinea la decisione del papa di canonizzarlo. Per noi ciò che interessa veramente della figura di un santo non è il fatto di essere aggiunto a un catalogo ufficiale, né di trovare un posto sul piedistallo delle chiese, ma la sua capacità di ispirare il cammino di ogni generazione cristiana. Dalla sua realtà concreta, con i suoi limiti e le sue scelte, Carlo de Foucauld esprime una santità sempre in cammino, una forma di realizzazione umana e cristiana che può incoraggiare le donne e gli uomini di buona volontà nella loro insistente ricerca di fraternità e giustizia in mezzo al nostro mondo fratturato.