La vita quotidiana dei fratelli di Ibagué

Jorge e Rigoberto sono i due fratelli che da 10 anni hanno iniziato la fraternità a Ibagué, città di 500.000 abitanti al centro della Colombia. Con grande semplicità Jorge ci parla degli avvenimenti interni ed esterni alla fraternità che segnano la sua vita quotidiana: la preghiera, il lavoro, la vicinanza con i poveri, le amicizie nel quartiere, i suoi impegni per la difesa dell’ambiente; ci dà anche qualche notizia di Rigoberto, e di Ricardo – oggi deceduto, e dei suoi legami con altri fratelli della zona America.
di Jorge

Buongiorno a tutti! Questo diario, l’ho scritto tante volte nella mia mente e il contenuto cambia ogni volta secondo i cambiamenti della vita, delle esperienze e degli avvenimenti . I diari che mi arrivano sono motivo di gioia per me, mi fanno ridere, piangere, mi mettono in comunione con voi e mi fanno sentire un fratello universale…, condividendo i momenti belli e le riflessioni, come anche la passione di Cristo che continua nei nostri vicini e nei nostri popoli poveri; penso che tale sofferenza continua a salvare il mondo!
Un diario racconta ciò che avviene nel nostro profondo e attorno a noi. Per quanto mi riguarda, avvengono tante cose in entrambe le dimensioni. Con Rigoberto, restiamo ogni mattina per un’ora in silenzio poi recitiamo le Lodi. Durante la preghiera, cerco di scrivere ciò che sto vivendo e scoprendo per illuminarlo con la Parola giornaliera della Liturgia. Mi sono di aiuto anche alcuni testi; ho per esempio un libro con 365 frasi di San Giovanni della croce, i sermoni e i testi di Maestro Eckhart, e in questi giorni, “Il profumo del vento del deserto”, scritto da Giorgio, piccolo fratello del Vangelo, un vero osso duro da rosicchiare ma pieno di perle. Vi trovo delle frasi ricche di contenuto come per es.: “Prima dell’illuminazione, tagliare della legna e portare dell’acqua; dopo l’illuminazione, tagliare della legna e portare dell’acqua”; “ Quando prego, Dio parla con Dio”; ” Se Dio non mi può aiutare, io aiuto Dio”; “La parola è figlia del Silenzio”; “Cerca leggendo e troverai meditando, chiedi nella preghiera e ti si risponderà nella contemplazione”; ecc. ecc.
Grazie ad un dono di Dio, ogni giorno mi sento rinascere, ricominciare di nuovo, come dice il Dalai Lama: “Ci sono

Jorge con la figlia di amici

due giorni nell’anno in cui non possiamo fare nulla da noi stessi: ieri e domani!”.
Tutto questo avviene dentro di me, ma anche dal di fuori mi arrivano parecchie ispirazioni come il fatto che già da dieci anni siamo arrivati a Ibagué e che ogni giorno l’amore con i vicini e gli amici cresce; degli amici muoiono, dei bambini nascono … Come dice Bernanos, “E’ la febbre della giovinezza che mantiene il resto dell’umanità a temperatura normale. Quando la giovinezza si raffredda, il resto dell’universo batte i denti!”; e grazie a Dio il nostro quartiere, con tanti giovani, ha una buona temperatura; solo il gruppo della parrocchia ne conta 41.
Lavoro da più di 8 anni nello stesso laboratorio; non ho un contratto di lavoro, ma c’è lavoro e alla fine si divide il ricavato; a mezzogiorno mangio con la famiglia del datore di lavoro, vedo crescere i quattro figli e l’amore della famiglia dei nonni che vivono insieme da più di 50 anni e che molti fratelli conoscono. Grazie a questo “accordo” posso tornare al lavoro anche dopo le mie assenze per gli incontri, i ritiri o le visite alla mia famiglia.
Oltre a questo lavoro retribuito, da più di quattro anni, faccio parte del Comitato dell’Ambiente per la Difesa della Vita (CADV); lottiamo contro una grande impresa mineraria ad alto inquinamento, prestiamo grande attenzione alla “nostra casa comune”, come dice Papa Francesco, e l’enciclica : ”Laudato si!” ci è di grande aiuto; essa si rivolge a tutti e “dice molto di più di quanto ci attendevamo: bisogna farla conoscere”, dicono i membri del CADV anche se si dichiarano non credenti. Abbiamo realizzato diverse attività per coscientizzare la gente, tra l’altro una “marcia di carnevale” ogni anno il 15 giugno, giornata mondiale dell’ambiente. Quest’anno era l’ottava volta e abbiamo avuto più di 100.000 partecipanti.
Rigoberto fa il suo cammino, che spero lui stesso un giorno vi racconterà; dopo aver lavorato in proprio per alcuni anni – calzolaio e rivenditore di dolci per la strada – sono anni ormai che lavora come portinaio nel Seminario Maggiore; ha cominciato questo lavoro subito dopo i suoi voti perpetui nel maggio 2012. Da un anno circa fa parte del gruppo “salute” della parrocchia, che si occupa dei malati del quartiere.
Adesso abbiamo anche la presenza di Ricardo; ha vissuto come piccolo fratello per 25 anni e poi come prete della diocesi di Buenaventura per 20 anni; ora ha voluto venire ad abitare con noi per condividere la nostra vita in quest’ultimo “quarto d’ora che mi resta!”, come lui stesso dice. I due vescovi, di Buenaventura e di Ibagué, sono d’accordo su questa soluzione e sono ormai tre anni che lui è con noi. Ma due anni fa Ricardo si è ammalato –cancro alle ossa – e dopo un miglioramento miracoloso ora segue una cura per il resto dei suoi giorni. Lui stesso ci parla della sua ricchissima esperienza nel diario [uscito su questo sito il 15 luglio scorso / ndr].
Far parte di una regione così vasta (tutta la parte meridionale del continente americano), significa che ogni tre anni, con Rigoberto ci mettiamo in viaggio per partecipare all’ incontro della Regione; viaggiamo o per via terra o in aereo, secondo le possibilità, per fare circa 7.000 Km. Uno degli svantaggi di tale situazione è costatare che la nostra vita di Regione è molto povera sotto l’aspetto della condivisione tra di noi; resta naturalmente come ideale da raggiungere. Ma ci sono anche dei vantaggi, tra i quali quello di mantenere stretti legami di amicizia con tutte le persone che abbiamo conosciuto sia in Cile che in Perù ; ogni volta che andiamo a trovarli : “ è come se non foste mai partiti di qui” ci ripetono molti amici, e restiamo al corrente delle loro gioie, delle pene e delle loro speranze!
Approfittando di un viaggio per conto del CADV per un incontro a New York, ho potuto visitare a metà giugno i fratelli di Detroit (USA). Ho accettato di fare questo viaggio poiché ero il solo membro del comitato che disponeva di un visto per gli USA e anche perché pensavo di fare visita per tre giorni appunto ai fratelli di Detroit. Sono arrivato a Detroit il venerdì 17 giugno; da Toronto sono arrivati in auto Bernard e Fernando. Con i tre fratelli dunque di Detroit – Jean-Marie, Eric e Sam – abbiamo trascorso insieme dei bei momenti, come un vero dono di Dio. Se l’avessimo pianificato, non sarebbe riuscito così meravigliosamente bene! Durante quei tre giorni ho pranzato nelle loro due fraternità, abbiamo visitato il loro eremo a circa un’ora da Detroit e fatto un simpatico barbecue con una famiglia messicana di vicini (Lupe e la sua famiglia); ho fatto anche la conoscenza di Consuelo, una religiosa già anziana, nata nello stesso quartiere e fortemente impegnata; abbiamo chiamato per telefono Miguel in Nicaragua che ci ha subito riconosciuto ed ha apprezzato tantissimo il gesto della chiamata.
Si è anche parlato della casa dove Eric da un aiuto per i richiedenti asilo, del Museo dove Jean-Marie fa del volontariato e della Comunità ecclesiale che Sam frequenta nel tempo libero dagli impegni per le squadre di baseball maschili e femminili; inoltre abbiamo avuto degli interessanti scambi tra di noi ! Conoscere “dal vero” una fraternità è un valore unico e rende più reale la nostra preghiera di intercessione. I fratelli più anziani sono la

Jorge, Benito, Rigoberto

ricchezza della fraternità, e tutto il loro vissuto deve produrre frutto, un frutto che resta nelle mani di Dio.
Con Rigoberto, pensiamo al centenario della “risurrezione” di fratel Charles, il 1° dicembre; vorremmo organizzare un incontro per tutti coloro che, in Colombia, conoscono la sua spiritualità, per celebrare il dono di questa “luce di Nazaret” per la Chiesa: un Dio che si è fatto uomo, “assumendo in sé la nostra condizione umana”. Vorremmo anche pubblicare un “supplemento” al numero mensile del bollettino diocesano e animare in parrocchia i diversi gruppi per far loro conoscere meglio Charles de Foucauld e perché ciascun gruppo si programmi per partecipare alla celebrazione del 1° Dicembre. Che Dio e la nostra buona volontà ci permettano di realizzare questi desideri!
Bene, cari fratelli, restiamo sempre uniti nella vita e nella preghiera.
Fraternamente Jorge