Così va la vita nel deserto: uno squarcio di vita della fraternità di Béni-Abbès

Yvan è, assieme a Raymond, uno dei due piccoli fratelli di Gesù che vivono a Béni-Abbès con Henri e Bernard, due piccoli fratelli del Vangelo. Yvan ci racconta la vita della fraternità durante il periodo delle vacanze scolastiche invernali. Henri invece ci racconta il suo passaggio a El Abiodh dove le piccole sorelle di Gesù hanno chiuso la loro fraternità dopo settanta anni di presenza. Il vescovo del Sahara, Claude Rault, per l’occasione, ha inviato loro un messaggio.

di Yvan con Henri

 

Come ogni anno, nel periodo delle vacanze invernali, ondate di visitatori invadono Béni-Abbès. La maggioranza viene dal nord dell’Algeria con pullman pieni. Turisti che scoprono il deserto, approfittano della piscina di acqua minerale, del museo di collezioni preistoriche, delle grandi dune di sabbia da scalare all’alba e al tramonto, senza trascurare l’eremo del p. de Foucauld, dichiarato patrimonio storico della regione. In certi giorni ne accogliamo più di 200! Quest’anno, tra loro, c’erano alcuni stranieri: canadesi, italiani, australiani, tedeschi, pochi francesi; c’è stato un buon numero con la doppia nazionalità franco-algerina che scopre il proprio paese d’origine. Uno su mille ha sentito parlare di Carlo de Foucauld; la maggioranza pensa al presentatore della televisione Jean-Pierre Foucault… La vita di fratel Carlo con i suoi molteplici cambiamenti è accattivante per un tale uditorio, ma alla fine di queste lunghe giornate ho l’impressione di ripetermi. La sua scelta di vita fraterna fra i Tuareg, l’influenza dell’islam nella sua vita, l’importanza del suo lavoro linguistico in una lingua berbera, sono aspetti che suscitano interesse da parte dei visitatori; talvolta ne seguono lunghe conversazioni…

A volte il cortile dell’Eremo e la cappella si trasformano in studio di “selfies” e spesso ci domandano di partecipare alla foto ricordo. Qualche incontro particolare: una cinquantina di giovani d’Oran, ragazzi e ragazze, accompagnati da un fratello marista mangiano il loro piatto di maccheroni nel nostro cortile; un anziano responsabile del sindacato degli agricoltori francesi, riconvertito ora al “bio” si ferma a soggiornare da noi; o ancora una coppia di romani in pensione che hanno installato il loro camping all’ombra dell’Eremo e ci hanno aperto il loro tesoro culinario…

Ma c’è un altro avvenimento, nella nostra regione, che merita di essere menzionato. Dopo i fratelli, sono le piccole sorelle a lasciare El-Abiodh. Prima di partire però, hanno voluto invitare, il 6 gennaio, tutti i vicini e gli amici per ringraziarli dell’accoglienza ricevuta. Raymond e Henri hanno partecipato a questa giornata di ringraziamento per festeggiare i 70 anni della fraternità di El-Abiodh e nello stesso tempo i 50 anni di professione delle piccole sorelle Franca e Berthe.

Claude, il nostro vescovo, il giorno dell’Epifania ha inviato loro un messaggio. Ecco qualche passaggio:

da molto tempo ormai la vergine Maria ha dato alla luce Gesù a El Abiodh! Non mi soffermerò sulle circostanze di questa nascita, ma quando siete arrivate, piccole sorelle, Gesù era già presente. Ciò che gli avete offerto non è né l’oro, né l’incenso, né la mirra ma la vostra propria esistenza. Ed è per vederlo, per farlo crescere, che voi siete venute in questo villaggio. Siete perfino andate ad adorarlo e a servirlo sotto la tenda.

Come per i Magi, anche per voi questo grande villaggio non doveva restare il luogo di residenza definitiva, come per altri che vi hanno terminato la loro esistenza terrena. Voi avete visto e affiancato Giuseppe, Maria e il Bambino, il “piccolo Gesù”, come l’ha ben definito piccola sorella Magdeleine a Touggourt. Il Gesù debole e fragile, piccolo, che voi volete seguire. Lui voi lo lascerete qui. Egli continuerà ad essere presente nei piccoli, nei poveri, nei deboli. Lui non partirà. Con le fraternità dei piccoli fratelli e delle piccole sorelle ha piantato la sua tenda ed è diventato un abitante di questo villaggio. Ha preso la sua residenza qui e non se ne andrà anche se voi partite. E’ stupendo che non lo portiate via con voi nei vostri bagagli! I Magi sono partiti e l’hanno lasciato a Betlemme, non l’hanno portato via con loro anche se, misteriosamente, qualcosa di lui ha continuato ad animarli, la stella che brillava nel loro cuore. Nella luce dell’Epifania, anche la vostra partenza acquista un senso. A volte è difficile da capire, dopo una presenza così lunga, che tutto quello che voi avete vissuto ha qualcosa di divino, di eterno. Certamente dovrete fare il lutto. Gesù ha preso il volto dei Beati enunciati da lui nelle Beatitudini: i poveri in spirito, i miti, gli afflitti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli artigiani di pace ,i perseguitati per la giustizia. Dopo la vostra partenza Lui rimane perciò ad El Abiodh. Tutto quello che avete arato, seminato, raccolto nel campo del regno non scompare. Con la vostra preghiera e la vostra vita eucaristica, con la vostra incarnazione in questo villaggio, in mezzo alla gente, quello che avete vissuto ha preso une dimensione di eternità, non muore poiché è frutto dell’amore”.


Qualche giorno dopo, El Abiodh (o almeno la fraternità delle piccole sorelle, stando alla foto ricevuta) si era ricoperta di un immacolato mantello di neve. Cosa che a volte può succedere in questa regione, alcuni/e se ne ricordano per averla vissuta sotto la tenda. Quella neve ha bloccato le strade e ha causato delle inondazioni dal nord al sud del Paese; traffico in tilt per qualche giorno. Qui l’orto è gelato, le galline potevano pattinare nella loro bacinella. Si ricomincia, si risemina…qualcosa germoglierà… così va la vita nel deserto!