Qualche data:

Charles con sua madre

Charles con sua madre

1858 Il 15 Settembre nasce a Strasbutgo Charles de Foucauld. A cinque anni perde la madre, poi il padre. Con la sorellina Maria, viene cresciuto dal nonno materno, il colonnello de Morlet. Giovinezza solitaria, è privo di direzione e perde la fede. Si rifugia nei libri..

1876 Scuola militare di Saint-Cyr

1878 È alla scuola di cavalleria di Saumur. Fa vita da gran signore e dissipa la sua fortuna.

1881 In Marzo viene assegnato con il grado di tenente al 4° reggimento di Ussari a Sétif, in Algeria. È dispensato dal servizio “per indisciplina aggravata da notoria cattiva condotta”. In Giugno, su sua richiesta, viene reintegrato e raggiunge il reggimento chiamato a partecipare a operazioni in occasione della rivolta di Bū Amama, nella regione del sud di Orano.

1882 Non sopportando la noia della vita inattiva di guarnigione a Mascara, rassegna le dimissioni per prepararsi ad una grande avventura: esplorare le regioni del Marocco interdette agli stranieri e ancora sconosciute.

Compie questo viaggio travestito da rabbino dell’Europa centrale e accompagnato da Mardocheo, rabbino originario del Marocco. Ritorna ad Algeri nel Maggio 1884 e rientra a Parigi dove lavora intensamente alla messa a punto del resoconto della sua esplorazione, che viene pubblicato nel 1885 col titolo “Reconnaissance au Maroc”. Diventa celebre e riceve la medaglia d’oro della Società geografica. Ma il suo animo è inquieto.

1886 Il 29 o 30 Ottobre, nella chiesa di Saint-Augustin, conversione nel confessionale di Don Huvelin. Questi sarà fino alla morte la sua guida spirituale.

Pellegrinaggio in Terra Santa e scoperta della vita di Gesú a Nazaret.

alla trappa

(alla trappa)

1890 Dopo mesi di ricerca decide di entrare nella Trappa per imitare la vita povera e “abbietta” di Gesú, povero lavoratore a Nazaret.

È inviato, dietro sua richiesta, al monastero di Akbès in Siria.

1896 Non trovando alla Trappa l’abbiezione che desiderava, chiede di essere dispensato dai voti e parte per Nazaret dove pensa di potersi finalmente ritirare in una vita di solitudine e di estrema povertà, totalmente consacrata all’adorazione del santissimo sacramento.

1900 Il 14 Aprile, in occasione di un ritiro, decide di diventare prete.

1901 Il 9 Giugno viene ordinato sacerdote a Viviers e incardinato nella diocesi. In Ottobre giunge a Beni Abbès. Suo scopo è preparare l’evangelizzazione del Marocco fondando le fraternità dei Piccoli Fratelli del Sacro Cuore.

1904 In Gennaio, partenza per il primo viaggio in terra Tuareg. In Novembre arriva a Gardaïa. Soggiorno presso Mons. Guérin e ritiro: qui matura la decisione di stabilirsi definitivamente a Beni Abbès, dove fa ritorno nel Gennaio 1905.

1905 Inaspettatamente a Maggio, secondo viaggio verso il sud. Incontra Musa Ag Amastan con Laperrine. Primo soggiorno a Tamanrasset.

1906 Da Settembre a Novembre viaggio ad Algeri. Maison-Carrée.

(Charles davanti alla sua abitazione...)

(Charles davanti alla sua abitazione…)

1907 Sistemazione definitiva a Tamanrasset.

1909 Primo viaggio in Francia.

1910 Il 14 Maggio apprende la notizia della morte di Mons. Guérin e il 15 Agosto di quella di don Huvelin. Partenza di Laperrine, destinato in Francia.

1911 Secondo viaggio in Francia.

1913 Terzo viaggio in Francia con Uksem.

1914 Il 5 Settembre apprende la notizia della dichiarazione di guerra. Laperrine gli consiglia di rimanere a Tamanrasset.

1916 Il 23 Giugno, su richiesta della popolazione, si stabilisce nel fortino che sarà terminato soltanto il 15 Ottobre.

La sera del 1° Dicembre aspetta il passaggio del corriere e scrive a Massignon, alla signora de Bondy, alla signora de Blic e al generale Laperrine. Attorno alle 19 viene ucciso da una fazione di senussiti e di tuareg ajjer dissidenti…

  • I N F A N Z I A    (1858 – 1873)

I primi quindici anni della vita di Charles de Foucauld, secondo la sua stessa testimonianza, trascorrono in una famiglia credente e praticante.

Nato a Strasburgo il 15 Settembre 1858, Charles conoscerà per breve tempo il calore familiare di cui serberà un ricordo come di un tempo di felicità.

A sei anni perde, in breve tempo, uno dopo l’altro, i genitori; la mamma prima il 13 Marzo 1864 e quindi il padre il 9 Agosto dello stesso anno. Conserverà un vivo ricordo di sua madre come di una santa, mentre parla pochissimo di suo padre che non ha quasi conosciuto a causa della lontananza da casa per una lunga malattia.

Più di tutti, Charles serberà un ricordo di suo nonno, il colonnello de Morlet, presso il quale passerà i suoi anni di fanciullezza insieme a sua sorella Marie, tre anni più piccola di lui

La guerra del 1870 fu un momento importante; un avvenimento che segnò la sua vita come quella di tanti francesi, specie dell’Alsazia e della Lorena: l’esperienza dell’esilio. A dodici anni, quindi, la sua famiglia deve lasciare Strasburgo e rifugiarsi per qualche tempo nella parte occidentale della Francia e poi in Svizzera.

Tra i ricordi più felici dell’infanzia c’è la grande stima ed amicizia che nacque tra lui e sua cugina Marie. Ogni anno passavano le vacanze insieme in casa della zia Ines. Fin da quel periodo la cugina Marie diventerà la sua confidente e quasi la sua seconda madre. Tale relazione perdurerà per tutta la vita, con una considerevole e regolare corrispondenza che ci fa conoscere l’animo di Charles nei suoi diversi momenti di tensione, di ricerca e di pace.

All’età di quattordici anni vive il momento della sua Prima Comunione con la presenza anche di sua cugina che si era trasferita a Nancy. Era il 1872. Meno di un anno dopo però, sua cugina Marie si sposa con Olivier de Bondy. Fu un duro colpo affettivo per Charles che visse l’evento come se fosse diventato orfano una seconda volta. Senza il sostegno e la presenza di Marie, pian piano Charles si lascia andare ad una tiepidezza e non-curanza generale per tutto ciò che aveva costituito il suo supporto religioso fino ad allora

Lui stesso, molti anni più tardi parlerà di : “perdita della fede”.

  • BRANCOLANDO…NEL BUIO (1874 – 1886)

Nel 1874 Charles entra nel collegio dei Gesuiti di S.te Genéviève a Parigi per preparare l’ammissione alla Accademia militare. Si dedica però ben poco agli studi; legge piuttosto per gusto personale, Omero, Aristotele, Orazio, Cartesio, Voltaire ecc. Ma, né la filosofia né la religione gli danno le risposte ai quesiti che si pone.

In una lettera a Marie de Bondy del 1892, così scrive di quel periodo:

A 17 anni cominciavo il mio secondo anno di vita in rue des Postes; mai, credo, sono stato in una condizione d’animo così pietosa. Ho, in un certo modo, fatto più male in altri tempi, ma qualcosa di buono era cresciuto allora a fianco del male; a 17 anni ero tutto egoismo, tutto empietà, tutto desiderio del male, ero come impazzito“.

A 18 anni entra nell’Accademia militare di Saint-Cyr; è un periodo di vuotaggine totale. Insofferente alla disciplina, fiacco, svogliato, obeso, conduce una vita dissoluta e solitaria.
Nel 1901 scriveva ancora su questo periodo specifico all’amico H. de Castris:

Rimasi 12 anni senza niente negare e senza niente credere, disperando della verità e non credendo in Dio: nessuna prova mi pareva abbastanza evidente. Vivevo come si può vivere quando l’ultima scintilla di fede è spenta ” .

Il 1878 segna come una vera e propria rottura che si aggiunge al distacco da sua cugina che si è sposata: la morte del nonno il 3 Febbraio 1878. In una lettera ad un amico del liceo scrive in proposito:

Con la morte del nonno mi viene a mancare di colpo la mia famiglia, la mia intimità domestica, la mia tranquillità (…)..tutte queste cose non le ritroverò mai più”
(…da Nouvelle cité: Paris 1982 p. 72)

Questa lettera ci introduce a quel “senso di noia” che lo abita e di cui parlerà spesso, riferendosi a questo periodo.
Da questo momento, tutto quello che Charles intraprenderà, lo farà per scacciare la noia, per distrarsi, per divertirsi.
Al termine dell’educazione militare (1879) di Saint-Cyr, Charles entra nella scuola di Cavalleria di Saumur; riuscirà a conseguire il diploma finale, senza il minimo sforzo da parte sua, e classificandosi all’ultimo posto della graduatoria.
Viene quindi assegnato al IV reggimento Ussari di stanza a Pont-à-Mousson. La sua vita è ora totalmente alla deriva con serate interminabili di giochi e gozzoviglie! Eppure, …una tale vita di piacere non fa che provocare in lui un vuoto doloroso.

“Una tristezza che ho provato solo allora ripiombava su di me ogni sera, quando mi ritrovavo solo nel mio appartamento; mi ammutoliva e mi opprimeva durante le “così dette” feste; io le organizzavo, ma, venuta l’ora, le trascorrevo in un mutismo, un disgusto, una noia smisurati…” Non ho mai sentito una simile tristezza, un malessere, un’inquietudine, come in quel periodo”.(Da … La dernière place p. 101)

In tutto questo grigiore una donna, della quale non si sa nulla, fa l’apparizione e riveste una certa importanza. La si conosceva solo con il nome di Mimi.

Quando il suo reggimento è in partenza per Algeri, egli se la porterà con sé facendola passare per la “Contessa de Foucauld”. All’ingiunzione da parte dei superiori di separarsi da lei, egli risponde con un rifiuto. Viene quindi sospeso ed allontanato dall’esercito per “indisciplina aggravata e cattiva condotta notoria”.
Parte allora per Evian con la sua Mimi, ma la sua gioia e la sua pace durano poco. Saputo da una lettera che il suo reggimento sta per partire per la Tunisia, chiede immediatamente di raggiungerlo: “Una spedizione di questo genere è un piacere troppo raro per lasciarlo passare senza cercare di goderne”    (Lettera ad un amico del Liceo p. 116)

Non potendo essere reintegrato nel suo reggimento, Charles viene inviato al IV Cacciatori d’Africa. Sbarcato a Orano, raggiunge Mascara per partecipare alla campagna contro la rivolta dello Sceicco Bu Amama.
Al termine della campagna (Gennaio 1882), Charles non sopporta la noia della vita della guarnigione di Mascara e chiede di andare altrove: dà le dimissioni di nuovo ed è la fine della sua esperienza militare in Algeria.
Passai allora sette o otto mesi in tenda nel Sahara oranese. Questo suscitò in me un desiderio acuto di viaggiare, cosa da cui ero sempre stato attratto. Nel 1882 mi congedai per poter liberamente soddisfare questo desiderio di avventura”.  (Lettera a H. de Castris del 21 Febbraio 1892)

 Pensa allora al Marocco. Perché ?…forse per fare qualcosa che gli altri non hanno ancora fatto o non sono riusciti a fare ! Guardando al suo cammino ci si può chiedere: basterà quell’avventura a colmare il vuoto che si era andato scavando a lungo in lui e che ora lo abita ? Egli trova una sorta di pienezza nel rischio: qui si rivela in pieno tutta la forza del suo temperamento, del suo coraggio e della sua tenacia. Era ben degno del moto della famiglia de Foucauld : ” Mai indietro“.

Tutto ciò, in ogni caso, non basta a colmare il suo vuoto interiore

Gli riviene in mente l’incontro con i “veri credenti” del deserto; uomini che “vivono alla continua presenza di Dio” e con i quali ha intessuto legami di amicizia.

La visione di una tale fede, di quelle anime che vivevano alla continua presenza di Dio, mi ha fatto intravedere qualcosa di più grande e di più vero, rispetto alle occupazioni mondane”
(Lettera ad H. de Castris 8 Luglio 1901)

Nel 1884, al rientro dalla spedizione nel Marocco, Charles compie svariati viaggi in Algeria e in Francia. Si reca , tra l’altro, regolarmente dal comandante Titre per la compilazione delle carte geografiche. Si verifica allora una nuova e seria esperienza sentimentale con Marie Margherite, figlia appunto del comandante Titre. Se ne innamora al punto di pensare seriamente ad un progetto di matrimonio. Fortunatamente i familiari di lei, ma soprattutto la sua cugina Marie, riescono a dissuaderlo da tale proposito.

Fu la sua salvezza…

Dopo una breve malattia, rimessosi a fine Luglio, parte per l’Algeria ed effettua un lungo giro di tre mesi, visitando El Gholea, Ghardaia e spingendosi fino in Tunisia passando per Tuggurt.

All’inizio del 1886 rientra in Francia e si stabilisce a rue Miromesuil n° 50, vicino alla zia Ines e alla sua carissima cugina Marie de Bondy.

 

  • CONVERSIONE (1886)

Mentre mi trovavo a Parigi,…una grazia interiore di eccezionale forza mi spingeva; cominciai ad andare in Chiesa, senza credere, perché mi trovavo bene soltanto in quel luogo e vi passavo lunghe ore a ripetere questa strana preghiera: Mio Dio, se esisti, fa’ che ti conosca ”             (Lettera a H. de Castris 14 Agosto 1901)

Durante l’estate il Duca d’Aumale viene mandato in esilio e Charles, che militava nel reggimento da lui comandato, pensa di recarsi a Tunisi per rappresentare il suo reggimento al momento della partenza per l’esilio del suo colonnello. Ma il suo gesto viene interpretato come una provocazione dal colonnello che in data 18 Settembre gli fa notificare la sospensione dalle sue funzioni nell’esercito, per un anno.
Charles viene a conoscenza della situazione quando già si trovava in Tunisia. Tale “solitudine” inattesa lo spingono a rientrare immediatamente in Francia; ma si sente solo e frustrato. Sua cugina inoltre è da tempo malata; Charles non può più contenere tutto questo bagaglio di emozioni, ha bisogno di aiuto:

…ed è in questo stato che si presenta a Don Huvelin :

Chiedevo che mi desse qualche lezione di religione, ed egli mi fece inginocchiare e confessare, quindi mi mandò, seduta stan-te, a ricevere la Comunione“.   (da : Dernière place : p. 106)

Il mese di Ottobre del 1886 è ricco di eventi, spesso rievocati in seguito da Charles nei suoi scritti. Una lunga serie di circostanze contribuiscono ad avvicinarsi a D. Huvelin che sarà lo strumento del suo incontro con Dio.
Nei mesi successivi Charles si recherà spesso da D. Huvelin, intrattenendosi ogni volta a lungo con lui. A partire da quel momento D. Huvelin diverrà per lui “il padre” e tale resterà fino al 1910, anno della sua morte, a Parigi.

D’altro canto, Marie de Bondy sarà per Charles realmente la seconda madre, lei che lo ha generato alla fede e che da tempo aveva sostituito, affettivamente, la madre naturale.

  • VOCAZIONE  (1887 – 1901)
Penosa ricerca…

“Non appena credetti che c’era un Dio, compresi di non poter fare altro che vivere solo per Lui; la mia vocazione religiosa risale allo stesso momento della mia fede: Dio è così grande ! Vi è una tale differenza tra Dio e tutto ciò che non è Lui…

Terminato intanto il lavoro per l’edizione del suo libro: “Ricognizione del Marocco”, Charles dispone ora di più tempo per sé e pensa di preparare altre esplorazioni. D. Huvelin invece vuole assolutamente mandarlo in pellegrinaggio in Terra Santa affinché questo “geografo” possa mettersi sulle tracce di Gesù.
Alla fine del 1888 si imbarca quindi per la Terra Santa e vivrà un pellegrinaggio a modo suo, in solitudine. Per Natale è a Betlemme poi si dirige a Gerusalemme. All’inizio del 1889 arriva a Nazaret. Qui Charles scopre quel Dio che ha camminato tra gli uomini come uno di loro.

Le strade di Nazaret diventano “luogo di rivelazione” per conoscere la via per seguire il “divino operaio”. L’aristocratico Charles, l’esploratore famoso è colpito, proprio per contrasto, dalla banalità e dalla semplicità che deve essere stata la vita di Gesù a Nazaret. Convertirsi, per lui, vorrà dire capovolgere ciò che è stato finora per ricercare l’ultimo posto. Per vivere questa intuizione di Nazaret cosa bisogna fare veramente? Ritorna in Charles lo spirito innato del rischio, l’esploratore di nuove piste e, perché no, l’impellente attrazione verso gli estremi limiti in tutto.

Dopo lunga riflessione e scambi con D. Huvelin fa un breve tentativo presso i monaci di Solesme, ma Charles è attirato da una trappa di nuova fondazione in Siria di cui D. Huvelin gli ha parlato. Lo attira soprattutto l’estrema povertà che la caratterizza. Al termine di un ritiro presso i Gesuiti di Claurant è deciso: sarà trappista. È la fine di Novembre 1889.

  7 Anni alla Trappa (1890 – 1896)

Charles prende del tempo per salutare tutti, poi il 15 Gennaio 1890 sarà il giorno che più di ogni altro marcherà la sua vita; è il distacco, ha allora 35 anni.I primi sei mesi li vive a Notre Dame des Neiges,

…poi ad Akbès in Siria fino al Settembre 1896. Ciò che emerge, rileggendo gli avvenimenti di questo lungo periodo della sua vita, è che ad Akbès Charles non può realizzare il suo ideale intravisto per le strade di Nazaret. Eppure era difficile immaginare una Trappa più povera di quella di Akbès.

Il 2 Febbraio 1892 pronuncia i primi voti con il nome di fr. Alberico: si sente felice! Ma già alla fine dello stesso anno cominciano le sue perplessità. All’inizio del 1893 affiora per la prima volta una questione che lo coinvolge fino alle midolla: è mai possibile che non ci sia nessuna anima o gruppo di anime nella Chiesa che pensi a vivere nell’umiltà della piccola vita di Nazaret.
Il 1894 trascorre apparentemente nella pace ma Nazaret continua a stimolare le sue meditazioni e la sua preghiera quotidiana. Nel 1896 fr. Alberico rinnova i voti ma desidera, in modo crescente, la vita di Nazaret. Scrive in merito a D. Huvelin al quale aveva già comunicato della sua “ricerca” attraverso diverse altre lettere. D. Huvelin, questa volta, risponde immediatamente : “…al punto in cui si trova penso che possa…, anzi che debba confidarsi con qualcuno, poiché nella sua anima si sta producendo una divisione dolorosa, e lei non vive più nel luogo in cui si trova” ( D. Huvelin: lettera del 15 Giugno 1896)
Non appena Charles riceve la lettera fa immediatamente un passo ufficiale per chiedere di lasciare la Trappa. Nel suo entusiasmo scrive su un semplice foglio di carta una prima regola per coloro che sarebbero venuti a vivere con lui: la regola si intitola: “Congregazione dei Piccoli Fratelli di Gesú”.
Il 2 Agosto 1896 D. Huvelin gli scrive un’altra lettera in cui scongiura il suo figlio spirituale a rimettersi nelle mani dei suoi superiori, ma…non cerchi di attirare dei compagni dietro di lui :
Si, la sua lettera mi fa male, figlio mio! Pensavo che avrebbe ancora atteso,…insomma, si metta a disposizione dei superiori, ma soprattutto, non fondi nulla! Oh, le sono proprio vicino; prego per lei con tutta l’anima. Faccia vedere la mia lettera, figlio mio! “
Nell’Ottobre 1896 fr. Alberico è inviato per un periodo di riflessione a Stateli vicino ad Algeri. Al termine del mese di “ripensamento”, viene inviato a Roma per 2/3 anni di studi. Nel Gennaio 1897 ottiene il permesso di lasciare la Trappa. Sul suo quaderno si legge: “Il Padre generale mi annuncia che la volontà di Nostro Signore è che io lasci l’Ordine per seguirlo nell’abiezione e nella povertà

Il 17 Febbraio si imbarca per la Terra Santa su consiglio di D. Huvelin:

“Si, mio caro figlio,…preferisco Cafarnao o Nazaret per lei, o un convento di francescani – non nel convento, ma solo alla sua ombra – chiedendone soltanto un aiuto spirituale, e vivendo della povertà…alla porta;…ma non pensi di raccogliere altre anime attorno a sé, né soprattutto di dare loro una regola” (Lettera di D. Huvelin, 27 Gennaio 1897)

 

Eremita a Nazaret : (1897 – 1899)

Capanna dove ha vissuto fr. Charles a Nazaret

Capanna dove ha vissuto fr. Charles a Nazaret

All’arrivo a Nazaret, Charles viene riconosciuto da un Francescano che lo manda dalle Clarisse. Esse lo accolgono sulla base delle sue raccomandazioni. Charles chiede di vivere all’ombra del convento, nella capanna degli attrezzi del giardino.
Ora può vivere veramente la vita di Nazaret. Ma si tratta di una vita e di uno stile che lui stesso si costruisce, attraverso dei modelli dettati dalle sue ispirazioni interiori, ed alla luce delle quali legge la vita di Gesú, come “si immagina” sia stata vissuta dal “divino operaio”. Dovrà tanto purificare questi suoi tentativi e queste ispirazioni del momento!
In tutto questo periodo Charles vive comunque in continuo fermento spirituale alla ricerca di un modello perfetto della “vita di Nazaret”,…ancora tutta da costruire! Sarà un tempo intenso di preghiera e di grazie, di tentazioni e di purificazione. Un tempo che darà chiarezza all’orientamento della sua vita, che, come si vedrà, non sarà, mai definitivo! Charles resterà sempre aperto agli eventi ed allo Spirito che crede di cogliere attraverso di essi.

Ricerche…e tentazioni!

a) Una prima tentazione sorge dalla sua eccessiva radicalità: pensa seriamente ad uno stile di “vita di Nazaret” orientato a “chiedere l’elemosina”, non solo per sé ma anche per sostenere le Clarisse, specie quelle di Geru-salemme, che versano in serie difficoltà economiche. D. Huvelin lo scoraggia invitandolo a conti-nuare a Nazaret nel lavoro e nella contemplazione, come ha, così be-ne, iniziato presso le Clarisse.

b) All’inizio del 1898 sente il “bisogno impellente di fare qualche cosa”.
È la tentazione dell’azione, dell’efficienza…Riaffiora il suo spirito di esploratore, il bisogno di fare, di realizzare, di rendersi utile, di lavorare per il bene delle anime…Non scarta a questo proposito neanche la possibilità di ritornare nella Trappa, perché è convinto che nei paesi musulmani, non si può cooperare meglio all’opera di Dio che fondando delle Trappe…Ma, ancora una volta, è D. Huvelin che lo dissuade e lo sprona a continuare a Nazaret, dov’è!

c) L’8 Luglio 1897 Charles è incaricato di recapitare una lettera importante al convento di Gerusalemme. Sta pochi giorni e ritorna a Nazaret. Ma in un secondo viaggio, la Madre Elisabetta, che governava il convento di Gerusalemme, pensa a quale grande dono sarebbe per il convento l’avere Charles vicino, magari come consigliere spirituale! Gli propone di dargli accoglienza e, se vuole, con la possibilità di accogliere dei compagni attorno a lui. Attraverso le proposte di questa donna eccezionale ma altrettanto dominatrice, si scatena una terza tentazione nella vita di Charles.

Resta alcuni mesi a Gerusalemme poi rientra a Nazaret; ma passerà diversi mesi in preda a tormenti interiori, fantasie, visioni strane, domandandosi in continuazione: “fino a quando, Signore ?”.
Maggio 1898 : è l’apice della tensione e delle difficoltà. Si susseguono progetti di fonda-zioni varie, appare sempre più impellente il bisogno del sacer-dozio per “fare” il bene delle anime; l’idea di aiutare spiri-tualmente le clarisse lo seduce, così come il desiderio sempre più vivo di usare un abito che sia “segno visibile” di ciò che vive dentro. Alla fine di Maggio la tempesta interiore che aveva sballottato Charles per sei mesi, si placa, ed è la pace !

d) Altri due scogli si frappongono alla totale pacificazione interiore di Charles. Ma è ancora ossessionato dal pensiero che “altrove sarà meglio”.
É scosso da un fortissimo desiderio di “auto-affermazione” attraverso una “abnegazione” e “pietà” straordinarie e uniche. Pensa allora di dedicarsi ad un lavoro umile e nascosto in un ospedale. Ma più di ogni altra cosa riprende forza l’idea di fondare, questa volta “Gli eremiti del Sacro Cuore”.
Infine, la sua impulsività lo porta ad imbarcarsi in un affare economico, per l’acquisto di un terreno sul Monte delle Bea-titudini, dove poter dar inizio alla vita eremitica.
Tutto (la Trappa, Gerusalemme, l’ospedale, il Monte delle Beatitudini), si rivelò un’esperienza di “fuga”, un “altrove” del Nazaret senza gloria che stava vivendo!
Nella sofferenza e attraverso la sua stessa fragilità, Charles scopre che la “sovrana efficacia” di Nazaret non è nel “fare”, ma nella perseveranza ad un’apparente inutilità, come il nascondimento e la morte del seme nella terra, è la via per far germogliare una nuova vita.

1900: Charles si prepara al sacerdozio. Viene ordinato il 9 Gennaio 1901 a Vivières e vive un periodo di ricerca e di attesa per discernere dove esercitare il suo servizio sacerdotale.

2-20Verso Giugno è colto da un impulso irresistibile, come tante volte nel passato: si sente inviato in missione e verso i più bisognosi.Il 2 Settembre prende il battello per Algeri, non trovando chi sia più bisognoso del suo servizio, che i nomadi del deserto sahariano. Su quel battello inizia un nuovo orientamento della sua vita, ed una nuova luce sulla “vita di Nazaret” comincia il lungo cammino: dalla separazione “come eremita”, alla prossimità ed uguaglianza con la gente come “fratello universale”.